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La didattica a distanza, un’opportunità di progresso tecnologico per l’istruzione?

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Cosa è cambiato in questo anno di cambiamento?

Winston Churchill era solito dire: “L’ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità”.

Non è una frase scontata perché presuppone coraggio, apertura mentale, per non cadere nella trappola del presente e proiettarsi invece nel futuro. Nel periodo che ancora stiamo vivendo, in cui la pandemia ha costretto il mondo intero a rivedere le proprie abitudini, ma anche i modelli di business, la scuola è stata chiamata a dare le sue risposte a un evento imprevisto.

La chiusura delle scuole ha accelerato l’uso delle tecnologie digitali per la formazione, aiutando a concretizzare l’Agenda Digitale europea, uno dei sette obiettivi strategici di Europa 2020 il cui lo scopo è “fare leva sul potenziale delle tecnologie ICT per favorire innovazione, progresso e crescita economica, avendo come obiettivo principale lo sviluppo del mercato unico digitale”.

Sebbene con tempistiche diverse, un po’ in tutta Italia la tecnologia è entrata con decisione non solo nelle scuole, ma anche nelle case delle famiglie e, pertanto, devices come computer, tablet o smartphone si sono aggiunti ad altri elettrodomestici ipertecnologici.


La didattica a distanza ha integrato le modalità con le quali è oggi possibile
insegnare, ma anche interagire con le persone. La pandemia, limitando il contatto fisico tra persone, ha indotto le scuole a ricorrere alle stesse piattaforme, con le quale di solito vengono erogate ore di lezione, per relazionarsi con i genitori dei ragazzi nei periodici colloquio con le famiglie che, fino a qualche mese fa, si facevano vis a vis.


Alcuni dicono che la tecnologia è come se fosse un insegnante in più, ovvero una risorsa aggiuntiva che, se utilizzata con intelligenza, può integrare con successo il percorso formativo dei giovani.

Si pensi ai software in grado di elaborare un testo in sintesi vocale da ascoltare a favore di ragazzi con disturbi specifici di apprendimento, o alle elaborazioni di infografiche, o ancora ai videotutorial, o agli esercizi interattivi da svolgere anche nella modalità cooperativa.

In questo periodo le piattaforme hanno mostrato tutte le loro potenzialità persino per la somministrazione dei questionari OSM Talent che, come noto, sono un aiuto fattivo nell’orientamento in uscita dei ragazzi, nonché un valido supporto per comprendere come mettere a frutto i propri talenti nella scelta del percorso formativo più idoneo per il lavoro del futuro.

Nessun rischio che la nostra vita si digitalizzi eccessivamente, la necessità della relazione umana sarà sempre uno di quei bisogni che garantirà perché questo non avvenga.